Sovente mi imbatto in articoli “La giornata di…” che raccontano di come si svolga la routine quotidiana del protagonista.
Sveglia alle 7.00, ufficio alle 8.00, riunione, caffè, clienti e così via.
Per me la routine giornaliera non esiste. O meglio, è solo un aspetto di quella settimanale.
Programmare settimanalmente permette di fissare obiettivi, ma soprattutto di imbattersi il meno possibile in ciò che maggiormente prosciuga le nostre energie psico-fisiche: l’urgenza.
Partecipando a un qualsiasi corso sulla gestione del tempo o digitando semplicemente l’argomento su un motore di ricerca, ci si imbatte nella “Matrice di Eisenhower”.
Essa è composta da 4 quadranti di attività:
- quelle urgenti e importanti
- quelle non urgenti e importanti
- quelle urgenti e non importanti
- quelle non urgenti e non importanti
Le ultime due tipologie (non importanti) vanno eliminate o al massimo delegate, perché costituiscono spreco di tempo (che è la risorsa più preziosa): riunioni e discussioni futili, eccesso di mail, interruzioni.
Rimangono quelle importanti, nelle quali è fondamentale un salto di paradigma per far sì che le urgenze non sovrastino l’attività più importante, che è la pianificazione.
Pianificare permette di riservare il giusto tempo a progetti ad alto valore aggiunto, che costituiscono le fondamenta della mia attività.