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Autorità e responsabilità sociale

Andrea Galli

7 anni fa

I paesi occidentali non hanno imparato la lezione da quelli asiatici.

La Cina è pronta a ripartire, Korea e Taiwan a distanza di un mese possono tornare ad una vita semi-normale.

Come è stato possibile? Attraverso la tecnologia.

Dopo l’allarme del sistema sanitario nazionale, in 48 ore hanno tracciato i percorsi dei cellulari ed effettuato test massivi ai sospettati di contagio, i quali sono stati messi subito in quarantena. C’è chi dice che sono stati avvantaggiati dalla recente esperienza della Sars, ma in Israele ci sono solo 80 casi e ben 80.000 persone in quarantena, nonostante la Sars non l’abbiano avuta.

La crisi sanitaria può essere sconfitta solamente con autorità e responsabilità sociale: il partito comunista cinese, quando prende una decisione è in grado di farla rispettare, a Taiwan e Korea le persone hanno disciplina.

Il risultato? Nessun lock-down ed economie pronte a ripartire.

Gli Americani fino a 3 giorni fa erano ancora in vacanza in Florida, gli inglesi negavano tutto. I politici di tutto il mondo occidentale hanno prima sminuito e poi cambiato rotta clamorosamente: da noi regnano burocrazia e apparati intermedi, che sono modelli creati per gestire il consenso, non le emergenze.
Nel 2008 ci fu una grossa crisi di liquidità e le banche centrali l’hanno immessa, oggi il problema è industriale, la liquidità da sola non rimette in funzione le filiere, servono gli uomini.

E’ stato sospeso il patto di stabilità europeo, ma esso semplicemente non serve perchè stabilità non c’è: è il momento di creare gli “eurobond”, per fornire una risposta univoca e comune in termini di salute, sicurezza e welfare. Le priorità oggi sono la salute e uscire dal lockdown, per ripartire e riappropriarci della nostra libertà.

Trump ha più volte ribadito che la ripresa sarà molto veloce, grazie agli importanti stimoli fiscali messi in campo. Nel frattempo però i mercati proseguono nella loro debolezza; le prossime settimane potrebbero rappresentare un punto di svolta, appena le misure restrittive ed i farmaci che stanno sperimentando inizieranno a dare i loro frutti in termini di contenimento dei contagi e cura dei pazienti.

Ipotizzare oggi un punto di minimo è difficile, perché non abbiamo un’idea precisa di quanto tempo le aziende dovranno rimanere ferme e i reali effetti sul PIL.

C’è chi sostiene che per l’investitore di medio/lungo periodo è già il momento buono per fare acquisti, personalmente preferisco essere ancora cauto e attendere notizie più chiare prima di buttarsi nello “shopping”.

Una cosa è certa: la recessione è colpa della politica, non del virus.

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