Ieri sul web mi sono imbattuto in un intervento di Andrea Pontremoli, AD di Dallara Automobili Spa, sul differente approccio alla vita degli italiani rispetto agli altri (che invito a guardare).

Noi saremmo gli “esperti del caos”, che altro non è che incertezza sopraggiunta all’improvviso; siamo esperti in quanto conviviamo abitualmente con questa situazione e quando abbiamo un compito da svolgere badiamo alla sostanza e individuiamo il perchè, mentre gli altri necessitano di procedure e istruzioni, in assenza delle quali non procedono.

In questo momento ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi “caos” sociali ed economici della storia recente e dopo 4 settimane di lockdown il Governo è chiamato a dare una dimostrazione del “teorema di Pontremoli”. 

E’ palese che l’Europa non si farà carico dei nostri debiti che dovremo restituire in “comode” rate passata la pandemia; il Governo attende il responso della comunità scientifica per definire la “fase 2”, nel frattempo peró ci sono le imprese da sostenere e da salvare. Ora.

Mi permetto di dare un suggerimento: non sapete ancora bene cosa fare e come farlo? 

Copiate.

Ogni luminare almeno una volta nella vita ha copiato, figuriamoci se non possiamo farlo noi, che di luminari al Governo ne abbiamo ben pochi. 

Gli Stati Uniti hanno 23 mila milardi di dollari di debito pubblico e in 48 ore hanno varato una manovra da ulteriori 2,2 trilioni a sostegno di famiglie e imprese pari al 10% pil. E se non dovessero bastare faranno di più.

Come li ripagheranno è un problema che verrà affrontato in futuro (o forse mai), gli interessi sui titoli di stato Usa sono ai minimi, perchè da sempre il maggior debito viene garantito da una maggior crescita.

All’interno del maxi-piano c’è un programma chiamato Sba Ppp (Small business administration Paycheck protection program), dedicato a ditte individuali e imprese al di sotto dei 500 dipendenti (i gruppi che operano nel turismo e nei food services, come i ristoranti, possono essere anche di dimensioni maggiori).

L’obiettivo della misura Sba Ppa è il mantenimento dei livelli occupazionali e nella richiesta dei fondi bisogna dichiarare che i soldi saranno usati per rimanere in attività e pagare i dipendenti, i mutui o gli affitti e le bollette.

Per calcolare l’importo massimo dei fondi ottenibili, che in ogni caso non possono eccedere i 10 milioni di dollari, si fa la media dei costi del personale degli ultimi dodici mesi e si moltiplica per 2,5, togliendo la parte eccedente di quelli superiori ai 100 mila dollari annui.

La forma scelta per l’erogazione dei fondi è quella del prestito da restituire entro due anni, senza garanzie reali o personali (coperte dall’ente Sba), con interessi dell’1%. Il prestito (assieme agli interessi maturati) deve essere impiegato per il 75% per pagare gli stipendi di 8 settimane, mentre la quota restate va dirottata su mutui o affitti e bollette. 

Attenzione all’ultimo passaggio.

Il prestito diventa a fondo perduto se si mantengono l’occupazione e i livelli salariali o se si riassumono velocemente i dipendenti licenziati. Più si licenzia, più soldi bisognerà restituire.

Questo beneficio ha un nome evocativo: “forgiveness of debt” vale a dire remissione del debito, reso ancora più vantaggioso dal fatto che l’ammontare della remissione non verrà considerata dal fisco come reddito imponibile dell’azienda.

Non occorre, quindi, inventarsi nulla. Per il bene dell’Italia, limitatevi a copiare.