Sabato notte si è tenuto il meeting annuale degli azionisti della Berkshire Hathaway, la società di Warren Buffett, meglio conosciuto come “l’oracolo di Omaha”.

Ancora oggi, alla veneranda età di 89 anni, il Sig. Buffett è un vero e proprio “influencer” della finanza, grazie alla sua abilità di battere costantemente il mercato.

E’ il terzo uomo più ricco del mondo (dopo Bill Gates e Jeff Bezos) con un patrimonio personale di poco inferiore ai 73 miliardi di dollari, la sua holding finanziaria, la Berkshire Hathaway appunto, ne capitalizza 443. Chi volesse acquistarne una partecipazione di classe A, dovrebbe sborsare poco meno di 274.000 dollari.

La leggenda narra che abbia iniziato a investire già a 11 anni, impiegando i risparmi ottenuti vendendo a scuola le bibite comprate nel negozio del nonno paterno; si riporta anche di un appezzamento di terreno comprato a 14 anni e da lui affittato ai pastori locali.

Rifiutato da Harvard, frequentò la Columbia Business School, nella quale insegnava colui che presto diventò il suo idolo, ossia Benjamin Graham, autore del libro “The Intelligent Investor” e ideatore del modello “value investing”,che si basa sull’acquisto di titoli sottovalutati da tenere per lunghissimi periodi. 

Terminati gli studi, iniziò a lavorare proprio nell’hedge fund di Graham; quando quest’ultimo andò in pensione, anziché prenderne il testimone, decise di rilevare una società tessile in declino (la Berkshire Hathaway), che presto trasformò nella holding finanziaria più prolifica di sempre, grazie anche all’aiuto del suo socio più fidatoCharlie Munger.

Il discorso di Warren Buffett agli azionisti 

Buffett ha parlato del tailwind (vantaggio) americano, e di come scommettere contro l’America da un punto di vista economico si sia sempre rivelata una scelta perdente, anche quando i tempi erano molto bui (ad esempio durante la grande depressione e dopo l’11 settembre).

Ha ribadito come nel lungo periodo le azioni rimangono la forma di investimento più redditizia, anche se per lunghi periodi di tempo possono rimanere ferme o addirittura perdere di valore.

Ha avuto parole di fuoco verso il mondo della consulenza finanziaria e delle società di gestione americane,che fanno pagare costi troppo alti ai loro clienti per fornirgli un rendimento peggiore di quello dell’indice di riferimento.

E, per dimostrare di non essere soltanto chiacchiere, nel suo testamento ha deciso che tutto il suo patrimonio dovrà essere gradualmente investito in un ETF di Vanguard che replica l’S&P 500.

La notizia che ha fatto più scalpore durante tutto l’evento è stata la completa liquidazione delle quote delle compagnie aeree che Buffett aveva comprato.

Un’operazione partita nel 2016 e costruita con gradualità nei 4 anni successivi, prima di essere chiusa molto velocemente nel mese di aprile. A causa del coronavirus sarà necessario viaggiare ad una capienza molto più limitata di quella attuale e saranno necessari ancora più investimenti (mascherine, equipaggiamento protettivo) per assicurarsi la funzionalità minima. Per qualche anno inoltre la gente potrebbe essere meno portata a viaggiare, intaccando ancora di più i profitti già messi a dura prova.

Buffett ha inoltre incrementato ulteriormente la quota in liquidità ed investimenti di breve termine (ad oggi 137 miliardi di dollari).

Il motivo? Lo scenario attuale è molto diverso da quello del 2008.

La crisi del 2008 è stata una crisi di tipo finanziario in cui diverse società si sono trovate senza liquidità e, dato che il governo americano non aveva intenzione di mettere a disposizione fondi ingenti per salvare tutti, alcuni sono stati costretti a cercarli altrove.

E altrove in questo caso ha significato Berkshire Hathaway, che ha potuto dettare le sue condizioni e fare affari d’oro. Nel 2020, invece, la situazione è molto diversa.

Nonostante l’economia statunitense (e non solo) sia stata congelata dai lockdown, la FED ha immesso un’enorme quantità di liquidità nel sistema, rendendo di fatto più conveniente per le società rivolgersi al governo americano, che può prestare ad un tasso più basso rispetto a quello che la Berkshire vuole fare.

C’è un’ultima ragione, molto più semplice, per cui Buffett non ha messo al lavoro la sua montagna di liquidità : la pazienza.

Molto semplicemente, vista l’incertezza legata alla situazione attuale e i prezzi sul mercato americano, preferisce aspettare occasioni migliori. È il suo stile di investimento da più di 50 anni, e non lo cambierà certamente adesso.

In un’era in cui si è velocizzato tutto, Buffett non ha problemi a passare mesi interi senza fare nulla in attesa dell’occasione giusta, per poi agire con decisione.

Per la cronaca, da inizio anno il valore delle azioni della holding di Buffett è diminuito del 19%, più dell’indice S&P 500 che ha totalizzato finora un meno 12%. Ma questo non preoccupa nessuno.

Perché la fiducia si basa sulle persone, non sui numeri.