E’ mia convinzione che per ottenere grandi risultati occorra studiare il pensiero delle persone influenti del nostro tempo. Non solo attraverso libri e siti internet, ma anche documentari e mini-serie come “Dentro la mente di Bill”, presente nel palinsesto Netflix.
Chiunque ha sentito parlare di Bill Gates.
Recentemente ha fatto notizia la sua intenzione di sostenere con un miliardo di dollari la sperimentazione del vaccino contro il covid dell’università di Oxford e la maggioranza pensa che lo faccia perché è l’uomo più ricco del mondo. Ma non è così.
Ci sono tanti aspetti che le persone non conoscono e che mi hanno spinto a raccontare di lui, una su tutte è il grande impegno nella filantropia.
Bill Gates nasce a Seattle, nello stato di Washington, il 28 ottobre 1955.
Legge tantissimo, fino a 150 pagine all’ora e ne ricorda mediamente il 90%. Fa molte domande e ha un’incredibile capacità di immagazzinare informazioni.
E’ una persona estremante organizzata e puntuale, per lui il tempo è una risorsa limitata e non può essere sprecata.
Il suo piatto preferito sono gli hamburger, è solito bere Coca Cola light, la paura più grande è che il suo cervello smetta di funzionare.
La madre, unica donna nel consiglio dei reggenti dell’università di Washington, era molto dotata nelle relazioni sociali ed è stata il suo modello nel voler essere di supporto alla comunità: “Non è importante ciò che ottieni o che dai, ma ciò che diventi”, diceva.
In terza media Gates primeggia in un concorso matematico nazionale che comprendeva anche le scuole superiori.
Frequenta la Lakeside School of Seattle, dove conosce Paul Allen, due classi avanti rispetto avanti a lui. Accortasi delle loro grandi capacità matematiche e informatiche, la scuola gli chiede di programmare gli orari delle lezioni di oltre 400 studenti: insieme lavorarono giorno e notte e riescono a creare il software, che viene poi richiesto da tante altre scuole.
Al secondo anno di università Gates si accorge di un problema software su uno dei primi computer in commercio (l’Altair) e lo risolve nel tempo di uno spostamento aereo.
Insieme ad Allen, sono i primi ad eseguire un software commerciale su un personal computer e da questa attività nel 1975 nasce la Microsoft, che nel 1998 arriva a detenere il 95% della quota di mercato e per questo Gates viene processato dall’antitrust (prima condannato, poi assolto).
A Bill la complessità è sempre piaciuta, quando si imbatte in un problema, pensa a come la tecnologia può risolverlo. Sovente si ritaglia delle “Think Week”, intere settimane nelle quali si ferma a leggere e riflettere.
Nel 2000 nasce la “Bill e Melinda Gates Foundation”, con l’obiettivo di redistribuire nella società civile le ingenti risorse di Microsoft. Ad oggi è la fondazione più grande del mondo, con un patrimonio superiore ai 50 miliardi di dollari; investe 5 miliardi all’anno per contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone.
La moglie Melinda è una partner reale, capace di fornire un punto di vista personale e complementare. Bill e Melinda sono soliti discutere, per poi trovare un punto di vista comune dal quale partire.
Melinda non sempre si attiene ai piani, ricontrolla ogni minima cosa e quando arriva un punto di arresto, trova una soluzione per sbloccare le cose. Nelle pubbliche relazioni è più brava di Bill.
Nel 2008 Warren Buffett, suo grande amico, effettua una donazione da 31 miliardi : “Conto su di te per far sì che questi soldi abbiano un impatto fenomenale”.
I due si conobbero nel 1991 su consiglio della madre di Gates e da quel momento diventano grandi amici.
“Gli amici giusti ti rendono una persona migliore di quella che saresti senza di loro”, sostiene da sempre Buffett. Tuttora i due si incontrano per pranzare a base di hamburger e giocare a bridge, gioco nel quale devi unire le menti per riuscire a comunicare senza parlare.
“Le carte sono come la vita, per quanto tu possa impegnarti, esiste sempre una dose di aleatorietà. La concentrazione paga molto se orientata verso l’obiettivo giusto“.
Un anno prima, nel 2007, Gates legge un articolo del giornalista Nicholas Kristof che gli cambia la vita.
Il 12% dei bambini muore prima dei 5 anni di vita per cause che si possono prevenire, solo perché nati in Africa e non a New York. Molti di questi per infezioni intestinali causate dall’inquinamento dalle acque dovuto all’assenza di servizi igienici e di una rete fognaria.
Per Bill e Melinda, genitori di 3 figli, tutto ciò è inaccettabile e da quel momento il loro obiettivo diventa migliorare la condizione igienico-sanitaria dei paesi in via di sviluppo.
L’idea è quella di creare un bagno senza tubature e senza acqua e un impianto di depurazione in grado di autoalimentarsi e capace di trasformare i rifiuti in energia e acqua potabile. Fantascienza. Per tutti, ma non per loro.
Indicono un concorso finanziato dalla fondazione e dopo l’esposizione i migliori ingegneri lavorano sui prototipi. Dopo 18 mesi le invenzioni diventano soluzioni concrete, capaci di realizzare una vera e propria “rivoluzione sanitaria”.
Oggi a Dakar, il loro “Omni-Processor” depura un terzo dei rifiuti organici della città e produce acqua potabile. Nel novembre 2018, un’azienda cinese decide di produrre su larga scala “il bagno di Bill” ad un costo sostenibile.
Per il mondo occidentale la poliomielite è solo un brutto ricordo, poiché debellata nel 1955 con il vaccino.
Nei paesi poveri questa malattia paralizza ancora le persone e chi ne soffre vive una vita estremamente limitata.
“Nel debellare una malattia, se annulli la contaminazione hai fatto una magia, perché poi per gli anni a seguire non avrai più costi per prevenzione e le cure; se fallisci, rischi di minare la tua reputazione davanti all’intero pianeta”.
Nonostante gli sforzi profusi a partire dal 2010, in Nigeria il numero di casi non scendeva, anzi triplica in un anno: in alcuni insediamenti i vaccini non arrivavano a causa della scarsa accuratezza delle mappe.
Con immagini satellitari e algoritmi, il team di Gates riesce a ricostruire il territorio e ad individuare le aree più a rischio al fine di prevenire la malattia.
Dal 2018 la poliomielite risulta essere quasi debellata, con soli 33 nuovi casi in tutto il mondo, compresa l’India.
Gates è un grande appassionato di energia.
L’energia è il miracolo alla base dello stile di vita moderno e per tutta la vita l’ha studiata in ogni campo e in ogni minimo aspetto.
Gli Stati Uniti utilizzano il doppio di energia per persona rispetto all’Europa: elettricità, trasporti, industria, edilizia, agricoltura, carbone e gas naturale quando vengono bruciati rilasciano gas serra che provocano il riscaldamento globale.
I piccoli accorgimenti sono positivi, ma non risolvono il problema: le tecnologie solari ed eoliche da sole non fermano le emissioni perché funzionano ad intermittenza e l’energia prodotta necessita di essere poi conservata. A Tokio ci sono dei cicloni che per 4 giorni oscurano il sole e per coprire il fabbisogno energetico di questo breve periodo non sarebbero sufficienti tutte le batterie prodotte al mondo.
Ciò che serve sono innovazioni tecnologiche ad ampio raggio, servono tante “idee folli” su cui Bill Gates investe: materiali in grado di assorbire l’anidride carbonica, stampa 3d per migliorare l’efficienza dell’energia industriale, batterie più economiche e durature per i veicoli elettrici.
E’ un sostenitore dell’energia nucleare e secondo lui ciò che ora ci terrorizza potrebbe salvarci: “Non si punta sui reattori se l’obiettivo è la popolarità”.
I reattori nucleari hanno ucciso molte meno persone di quanto abbiano fatto le emissioni delle centrali a carbone, che fanno 800.000 vittime all’anno.
Non c’è una vera innovazione nel nucleare da almeno 25 anni e le centrali ad oggi esistenti sono state costruite su progetti degli anni 60.
Gates fonda così la startup “TerraPower”, con l’obiettivo di apportare migliorie sui reattori in termini di contenimento delle radiazioni e minimizzazione dell’errore umano.
Maremoti, terremoti, incidenti aerei: i reattori di TerraPower sono pensati per resistere agli incidenti e sono concepiti per spegnersi in caso di emergenza, prevenendo la fuoriuscita di materiale radioattivo.
Lo chiamano “reattore ad onda progressiva”, la grande innovazione è l’utilizzo dell’uranio impoverito anziché quello arricchito: normalmente solo il 10% dell’uranio arricchito viene utilizzato per produrre energia, il restante 90% diventa materiale di scarto che va smaltito.
Terrapower lo utilizza per produrre energia pulita: nel Kentucky ad oggi è presente una struttura governativa che contiene scarti nucleari capaci di alimentare gli Stati Uniti per 125 anni.
Il paese che costruisce più reattori al mondo è la Cina e la Fondazione la seleziona come partner per costruire il prototipo e poi diffonderlo su larga scala. Dal 2010 per 9 anni Bill Gates viaggia in Cina in cerca dell’accordo, che si formalizza quando Xi Jinping si reca a Seattle.
Dopo quella sanitaria, sembrava tutto pronto per “la rivoluzione energetica“: un nuovo modo di produrla, privo di gas serra, molto sicuro ed economico, in grado di rimpiazzare i combustibili fossili.
Tutto questo fino a quando Donald Trump dà il via alla guerra commerciale, con annessa revoca del permesso di operare con l’energia nucleare in Cina.
Quasi tutti avrebbero rinunciato, ma per Bill Gates sarà solo una questione di tempo.
“Ci sono volte in cui tutti pensiamo di mollare, in realtà dobbiamo solo lavorare più duramente”.
La recente sfida di Bill Gates è il vaccino contro la pandemia da coronavirus.
«La prossima guerra che ci distruggerà non sarà fatta di armi ma di batteri. Spendiamo una fortuna in deterrenza nucleare, e così poco nella prevenzione contro una pandemia, eppure un virus oggi sconosciuto potrebbe uccidere nei prossimi anni milioni di persone e causare una perdita finanziaria di 3.000 miliardi in tutto il mondo». Eravamo a marzo del 2015.
A cinque anni di distanza, il 13/3/2020 ha annunciato che lascerà definitivamente il consiglio di amministrazione di Microsoft per dedicare ancora più tempo alle attività filantropiche.
Onore a te, Bill.