Venerdì 21 agosto Tesla ha abbattuto anche la soglia dei 2.000 dollari e la capitalizzazione a Wall Street ha superato i 400 miliardi: ora vale più di BMW, Ford, FCA, Ferrari, Volkswagen, Daimler, General Motors e Honda messe insieme.
Attualmente la casa produttrice di auto elettriche vale più di 1.030 volte gli utili annualizzati, contro un valore medio di 29 dell’indice S&P 500 : per quanto roboante, non facciamoci fuorviare da questo dato, in quanto non è corretto paragonare il rapporto prezzo/utili di settori profondamente diversi come quello industriale e tecnologico (che valuta il potenziale delle aziende in prospettiva) che insieme compongono l’indice americano.
Nel secondo trimestre, la società di Elon Musk ha riportato un profitto di 104 milioni, che per quanto possa apparire basso, si è rivelato più che sufficiente per foraggiare gli acquisti.
Grazie a questi numeri, il ceo e fondatore, che detiene il 21% del capitale, è diventato virtualmente il quarto uomo più ricco al mondo, con una ricchezza stimata in oltre 90 miliardi di dollari, sorpassando il magnate francese del lusso Bernard Arnault (proprietario di LVMH).
Le azioni Tesla stanno beneficiando della svolta ambientale sui mercati finanziari: sempre più fondi d’investimento si mostrano responsabili, acquistando azioni eco-compatibili, finanziando le emissioni di green bond, rifuggendo dai comparti dell’economia più inquinanti. Tesla è la più grande realtà costruttrice di auto elettriche nel mondo e, pertanto, è divenuta in borsa meta dei capitali a caccia di investimenti “verdi”.
Inoltre, con l’ultima trimestrale, Tesla ha riportato utili per quattro trimestri consecutivi, condizione indispensabile per essere ammessa all’indice S&P 500 (ad oggi è quotata sul Nasdaq, l’indice dei titoli tech USA).
Essere quotati sullo Standard’s and Poor 500 significa essere oggetto degli investimenti dei corrispondenti ETF (fondi con gestione passiva che replicano l’andamento dell’indice sottostante), che per volumi sono i più scambiati al mondo.
Quanto durerà questa corsa?
Il mercato sta comprando la capacità di Tesla di produrre utili futuri e il suo vantaggio competitivo nell’industria delle auto elettriche: fino a quando non sorgeranno realtà concorrenti esplicite, i flussi degli investimenti responsabili rimarranno probabilmente copiosi.
Per contro, Tesla dovrà dimostrare di essere capace di sfruttare il cambiamento “disruptive” offrendo una remunerazione del capitale stabile e duratura: gli utili delle prossimi trimestrali (a partire da ottobre) saranno decisivi per capire quanto “carburante” avrà questo straordinario rialzo.