Chi mi conosce sa quanto detesto l’incoerenza, per questo dopo l’ennesimo DPCM che avrebbe dovuto “salvare il Natale” (cit. Conte e Boccia del 14/11) e che invece non mi permetterà nemmeno di andare da Riccione a Rimini per pranzare con i miei genitori, sono arrabbiato.
E quindi ho deciso di scrivere un post breve, ma polemico.
Ce l’ho con tutti coloro che riempiono le bacheche e le pagine social di premi e attestati dal discutibile valore, facendoli passare per grandi traguardi.
Ce l’ho con l’autoreferenzialità.
Una persona autoreferenziale “fa riferimento esclusivamente a sé stesso, trascurando o perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi che la caratterizzano”.
Vi faccio degli esempi che riguardano la consulenza finanziaria e gli attori di questo mercato.
Quest’anno è nata ANCP (Associazione Nazionale Consulenti Patrimoniali), con l’apprezzabile intento di riunire consulenti e professionisti per condividere contenuti di valore. Per aderire si versa una quota di 30 euro e successivamente viene rilasciato un attestato:su Linkedin ne ho visti pubblicare a decine, conditi da ringraziamenti e propositi come fossero tesi di laurea. Peccato che una ricevuta non faccia di Voi un patrimonialista.
La stessa ANCP ha organizzato un interessante approfondimento in 7 moduli denominato “Il consulente fiduciario” (giustamente a pagamento), che ha coinvolto docenti e professionisti di livello sull’utilizzo del mandato fiduciario (a cui ho partecipato). Al temine, un esame online strutturato in modo intelligente e il rilascio di un attestato di frequenza: tempo un paio di giorni e bacheche piene di post come fosse un dottorato in legge.
“Manageritalia” (Federazione manager del terziario) rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato. Da qualche anno pubblica “Top Employers”, la classifica delle aziende nelle quali “si lavora meglio”. Non c’è azienda del settore del credito (banca o assicurazione) che non abbia avuto un riconoscimento. Ovunque si lavorerebbe al top (secondo i dirigenti). Fatevi un giro in una qualsiasi filiale (se ancora aperta) e chiedete alle persone che ci lavorano: difficilmente saranno d’accordo (per usare un eufemismo).
E poi le classifiche di fine anno dei gestori di fondi: vincono sempre tutti, peccato che esiste un parametro che si chiama “benchmark” e se a fine anno hai fatto peggio dell’indice di riferimento (replicabile con un etf) c’è poco da festeggiare (soprattutto per i clienti).
Potrei citare altri esempi, ma mi taccio, perché avevo promesso di essere breve e perché siamo da poco entrati nel mese del Natale, anche se quest’anno sarà alquanto strano ahimè.
L’aggiornamento continuo, la formazione di alto livello, l’intraprendenza nel trovare ogni giorno nuove opportunità devono essere la normalità per un consulente di livello.
“Meno attestati e più contenuti”: dimostrate nei fatti il vostro valore e cercate di essere meno autoreferenziali.