A fine gennaio conclusi l’articolo “La Mucca diventa Supereroe” richiamando ad una “nuova normalità” nella gestione dei patrimoni, attraverso dinamicità, diversificazione, innovazione. Ad un mese dall’inizio del Master AIFO (Associzione Italiana Family Office) sono sempre più convinto di quanto sia necessario un salto di paradigma verso una maggior consapevolezza della ricchezza e della responsabilità sociale di chi la governa.
Il patrimonio è l’elemento di congiunzione tra la storia e il futuro; chi lo gestisce deve utilizzare gli occhi della generazione futura che lo riceverà. Sembra scontato, ma i fatti dicono che non è così. L’80% degli italiani è proprietario di almeno un immobile, mentre 1/3 della ricchezza (1500 miliardi di euro) giace sui conti correnti: questo eccesso di prudenza è un autentico paradosso per diversi motivi. In primo luogo è una perdita di opportunità, in quanto non si sfrutta uno dei principali vantaggi di un grande patrimonio, che è l’orizzonte temporale di lungo termine. Investire a lungo termine consente di gestire il rischio in modo molto più efficiente, massimizzando il beneficio della diversificazione degli asset non solo finanziari (partecipazioni, real estate, arte e collezioni, alternatives). Il rischio va considerato come una mera variante tecnica in un percorso verso una meta: investire con l’orologio in mano non è mai l’opzione migliore!
Il secondo motivo è che l’eccesso di prudenza rallenta il nostro Paese in un momento storico nel quale invece è indispensabile un cambio di passo. Startup e Venture Capital (aziende innovative e non quotate) rappresentano l’investimento nel futuro per eccellenza perchè contribuiscono in maniera diretta alla crescita dei cicli economici. In questo ambito nel 2020 in Italia sono stati investiti 700 milioni di euro, troppo poco se si pensa ai 2mld della Spagna, ai 7 della Francia; il VC è trainante anche per il mercato del lavoro, nell’ultimo anno ha contribuito per il 10% dei nuovi occupati. La cultura statunitense del “give-back” insegna a restituire al tessuto economico una parte dei benefici che da esso si traggono, non a caso Private Equity e Venture Capital valgono 146 miliardi negli Usa.
Un eccesso di prudenza è inoltre diretta conseguenza di scarsa cultura e consapevolezza finanziaria: c’è la tendenza a conservare a tutti i costi e soprattutto sugli immobili questo atteggiamento causa un “gap negativo reddituale” (da tassazione ed erosione di valore) che si cercherà di colmare attraverso asset finanziari. Peccato che nei momenti di volatilità spesso ci si dia alla fuga consolidando ulteriori perdite frutto della scarsa dimestichezza con la corretta gestione del rischio.
Come si supera tutto ciò?
Attraverso una figura che funga da direttore d’orchestra, in grado di interagire con la famiglia proponendo soluzioni personalizzate da utilizzare attraverso decisioni consapevoli.
La strategia patrimoniale (il come) che contiene gli obiettivi di lungo termine, viene dopo la stesura della carta dei valori (il perchè), la mappa delle generazioni (per chi), la valorizzazione di tutto il consolidato (che cosa). La missione è garantire la sostenibilità e la continuità attraverso le generazioni, perché se la ricchezza di un patrimonio non sa sopravvivere nel tempo, non si crea un’identità. E l’identità sta alla base della consapevolezza.