“Ora siamo un social, vogliamo diventare una società di metaverso”. Con queste parole, il 28 ottobre Mark Zuckenberg ha trasformato la sua creatura Facebook in “Meta”, nome che deriva dal greco e che significa “dopo, al di là“.

Il metaverso è un luogo virtuale dove la gente può interagire, lavorare, creare prodotti e contenuti, un nuovo ecosistema che potrebbe creare milioni di posti di lavoro per i creatori e raggiungere un miliardo di utenti nel prossimo decennio: “Siamo all’inizio del prossimo capitolo di internet e della società moderna”

Decentraland

Zuckenberg innegabilmente si sta dimostrando un precursore, ma non ha inventato nulla. Il primo progetto sul metaverso risale a giugno 2015, quando il team di “Decentraland” ha messo la “prima pietra virtuale” chiamata Stone Age. Un universo parallelo già esiste e ed è possibile acquistarne una parte, i terreni che lo compongono si chiamano “LAND”. Come li pago? Li posso scambiare con NFT (vedasi articolo del blog di settembre) oppure con la cryptovaluta MANA (la moneta virtuale di Decentraland). In questo momento, ogni MANA vale 4 dollari. Se siete straniti vi capisco, ma il bello deve ancora venire..

Un vero e proprio mercato immobiliare

Quando acquisti un LAND, Decentraland brucia i MANA con cui lo acquisti (in modo da non generare inflazione). Il team di Decentraland inizialmente cedeva ogni appezzamento di TERRA per 1000 MANA (quando MANA valeva qualche centesimo di dollaro). Ora però che esiste un mercato di scambio, i prezzi dei LAND variano: il più “economico” costa 11.750 MANA (47.000 dollari), mentre le aree più popolari valgono milioni di dollari (Il lotto più caro venduto è stato di 2 milioni di MANA).

Il virtuale diventa tangibile

Gli utenti del metaverso possono acquistare e vendere immobili digitali, ma anche esplorare, interagire e giocare: i videogiochi sono il primordiale esempio di metaverso, perchè attraverso di essi è possibile partecipare dall’esterno ad un universo immaginario. Con Meta, lo farai in prima persona.

L’ingresso nel mondo virtuale oggi avviene attraverso dei visori, che si chiamano Oculus, il cui sviluppo permetterà un sempre maggior coinvolgimento sensoriale. Ma non è finita qui. Zuckerberg sta pavimentando la strada verso un futuro fatto di mondi virtuali che potremo anche toccare con mano, grazie a futuristici guanti aptici pensati per dare sostanza e peso agli oggetti digitali.

La tecnologia utilizzata dal prototipo dei guanti virtuali di Meta (sviluppata da Nvidia), è tanto interessante quanto complessa. Non a caso è in sviluppo da 7 anni e richiederà ancora molto tempo prima di diventare una realtà commerciale, ma ci mette già di fronte a prospettive incredibili. Si parla della possibilità di percepire un oggetto virtuale sperimentandone anche il peso grazie a una serie di motori miniaturizzati in grado di veicolare l’aria, con livelli di intensità differente e con la possibilità di manipolarlo con una precisione fino a oggi inimmaginabile.

Non solo Meta

Sembra che anche Disney abbia intenzione di creare qualcosa di simile, con l’intenzione di racchiudere al suo interno tutti i brand e personaggi dell’azienda statunitense: Star Wars, Marvel, Pixar, i classici Disney, la compagnia avrebbe tutte le carte in regola per creare qualcosa di magnifico. Siamo passati dalla lettura dei fumetti alla possibilità di prendere per mano e giocare con i nostri personaggi preferiti. Letteralmente, robe di un altro mondo (virtuale).