Gennaio è il periodo nel quale statisticamente capita più spesso di entrare nel proprio negozio di abbigliamento preferito; escludendo i beni di lusso, tutto costa un po’ meno. All’interno troveremo diverse categorie di consumatori: i malati di shopping compulsivo, che cercano di accaparrarsi qualsiasi cosa abbia un ribasso importante, coloro i quali per decine di minuti guardano e non comprano nulla ed infine coloro che più o meno sanno già cosa acquistare e che in poco tempo se ne vanno con il sorriso.

Traslando l’immagine sull’attuale situazione dei mercati, i malati di shopping in questo momento comprano “il Nasdaq”: il listino dei titoli tecnologici americani, dopo aver raddoppiato il proprio valore dai minimi di marzo 2020, sta cedendo quasi il 15% da inizio anno ed è quello con la performance peggiore: “quello che è andato peggio avrà il rimbalzo più ampio”. Un mezzo disastro annunciato (vedremo poi il perché).

Un’altra consistente fetta di consumatori, invece, guarda il proprio maglione preferito, ma non lo acquista perché “oggi è scontato del 20%, ma settimana prossima magari sarà al 30 o al 40%”. E finisco le taglie. Finanziariamente, in questo momento sta impiegando ore del proprio tempo per creare e monitorare la nuova lista di titoli che vuole acquistare sui minimi assoluti. Il dramma è che indovinare il punto di ingresso perfetto è un’impresa assai ardua e finisce per non comprare nulla perché “il rimbalzo parte sempre il giorno prima di quando sentiva che era il momento giusto”.

La terza categoria è quella di cui un po’ tutti vorremmo far parte, quella dello shopping felice. La ricetta in questo caso necessita di vari ingredienti. Occorre prima di tutto essere consapevoli che investire sul mercato azionario non offre un “rendimento”, ma un “premio per il rischio”. Il rischio è misurato dalla volatilità: il ritorno è più elevato perché in certi periodi si balla. Aumento tassi di interesse, inflazione, tensioni Russia-Ucraina: sembra sempre che il mondo debba sgretolarsi e puntualmente invece tutto torna in equilibrio, è solo una questione di tempo. Sapere cosa comprare non è facile, occorre essere informati o ancora meglio, affidarsi a chi ha le informazioni e che soprattutto, sa gestire l’emotività. Tornando allo shopper compulsivo, comprare “il Nasdaq” senza sapere che da oltre un anno il 74% dei titoli che lo compongono era già in negativo, è un peccato mortale. La performance l’hanno realizzata principalmente 6 titoli: Microsoft, Tesla, Apple, Alphabet (Google), Meta (Facebook), Amazon. Queste 6 aziende a partire da domani pubblicheranno i risultati trimestrali e questo sarà certamente un driver importante per capire la direzione dei mercati nei prossimi mesi. La pianificazione però, quella vera, non va da gennaio ad aprile, perchè è figlia di un metodo. Il fondo sovrano norvegese, uno dei più capitalizzati al mondo (con oltre 1000 miliardi di dollari), in questo momento investe per il 70% sul mercato azionario e per il 30% in titoli liquidi. Li colloca su aziende di elevata qualità e dimensione che a loro volta investono per innovare e rafforzare la loro leadership. Microsoft ha appena investito 70 miliardi in Activision per diventare punto di riferimento anche nel comparto del “gaming”, Amazon con AWS (Amazon Web Services) è leader anche nel cloud, Facebook ha cambiato nome e punta al metaverso. Dovrebbero essere passati circa 2 minuti dall’inizio di questa lettura, è tempo di conclusioni. Il fondo sovrano norvegese è nato ad inizio anni 90, con l’obiettivo di gestire il surplus dei ricavi petroliferi con investimenti di lungo termine, utilizzabili in situazioni di necessità. Dall’1/1/98 fu costituita la Norges Investment Bank, per gestire il fondo insieme al Ministero delle Finanze. I settori più presenti sono tecnologia, infrastrutture, energie rinnovabili, beni di consumo discrezionali, aziende ad ampia capitalizzazione e dai business solidi, capaci di resistere nel tempo. Il 30% di liquidità bilancia l’ampia quota a mercato e permette di incrementare gradualmente le posizioni sia in modo ricorrente (tipo piano di accumulo) che in momenti di alta volatilità di mercato. Metodo, preparazione, qualità: ecco la ricetta dello shopping felice.